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  • Materiale esterno: Sintetico
  • Fodera: Sintetico
  • Materiale suola: Gomma
  • Chiusura: Stringata
  • Tipo di tacco: Senza tacco
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"Uno dei momenti più contemporanei di contrasto, rumore, espiazione della Biennale" è, invece, il Padiglione tedesco  dell'artista  Anne Imhof,  vincitore del Leone D'Oro. "Se l'intento dell'opera è scuotere e parlare in modo drammatico, qui la riuscita è perfetta". In questo "Faust" rivisitato in chiave moderna il compito è affidato a due dobermann chiusi in gabbia che sorvegliano l'ingresso a un universo reazionario, reso attraverso una gelida struttura in vetro e acciaio al posto delle pareti, dove i visitatori "calpestano" i performer sotto un pavimento trasparente. L'ossessione per la conoscenza del Faust di Goethe si è rovesciata nel suo contrario, in un Panopticon che non lascia scampo. Puntuali, congeneri all'opera stessa, sono arrivate all'apertura della Biennale le polemiche degli animalisti per via dello stress cui sarebbero sottoposti gli animali. "Rientrano anch'esse nelle contraddizioni della nostra società - osserva Barbero - a riprova della vitalità di quest'opera".

Tra le cittadelle dell'arte spicca poi il  padiglione egiziano  "capace di instillare curiosità sulla complessità della situazione mediorientale - continua Barbero - Si tratta di un'arte fatta di immagini e video che trasmette lo sforzo disperato del Paese di ritrovare un proprio immaginario e vincere il peso gigantesco della storia". "Notevoli pure i  padiglioni americano e canadese" , dal titolo "Tomorrow is Another Day" e "A way out the mirror" e "il  Theatrum Orbis russo , molto luminoso". In questo teatro del mondo le opere di Grisha Bruskin, Recycle Group e Sasha Pirogova mettono in scena in tre i peccati del mondo contemporaneo, tra droni, figure in armi, soldati in lotta da un lato, sculture che riproducono la punizione dei dannati del nono cerchio dantesco e l'immortalità come ciclo continuo del binomio vita-morte. Da non trascurare, poi, i l padiglione del Belgio , a cura di  Dirk Braeckman, " più rigoroso e formale".

Intanto  ieri mattina, dopo l’incontro alla sede della Regione , il presidente della Regione Giovanni Toti e l’assessore allo Sviluppo economico Edoardo Rixi hanno spiegato le possibilità reali per i 44 che si sono trovati a casa senza preavviso: all’inizio della prossima settimana ci sarà un nuovo tavolo di confronto a cui parteciperà anche Confindustria, con l’obiettivo principale di trovare possibilità occupazionali per i licenziati che hanno professionalità medio-alte. Un elemento importante sono i 3,15 milioni dei fondi per le aree disagiate che riguarda Genova, mentre sono stati richiesti, e saranno sondati, anche interventi all’interno del grande finanziamento per la banda larga che ha un plafond di 5 miliardi di euro a livello nazionale, il tutto sostenendo piccole o medie imprese del settore già esistenti o start-up. Anche perché, avvertono i sindacati, «questa è una prima ondata, ma un’altra ne arriverà in autunno». Negli “esuberi” ci sono almeno altre 17 persone, che aspettano anch’essi il loro momento.

Ma  Toti chiede anche un nuovo cambio di passo  a Roma: «Non si firmano accordi di questo tipo, le multinazionali sono benvenute ma devono rispettare i livelli occupazionali, non solo prendere i soldi e scappare via».